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Storia della Cucina – Da Spazio Domestico a Status Symbol

Storia della Cucina – Da Spazio Domestico a Status Symbol. Di UniPrice.
L’evoluzione della Cucina, intesa sia come locale dove si prepara il cibo che come elettrodomestico, è legata alla scoperta del fuoco.
L’uomo, non si sa bene come, imparò a gestire questo misterioso elemento naturale, e utilizzarlo. I primi focolari domestici risalgono a più di 400.000 anni fa, riscaldavano, ravvivavano e illuminavano il buio della notte. E intorno al fuoco si posero le basi delle prime comunità.

Il fuoco cambia le abitudini alimentari e la cottura di carni e vegetali favorisce l’assimilazione di sostanze nutritive cambiando anche la qualità della vita. In principio si cucinava su fuochi all’aperto, spazi circoscritti a terra. Poi si preferì portare il fuoco all’interno, collocandolo al centro dell’unico vano disponibile. Si cucinava sulla fiamma viva del fuoco che ardeva in buche scavate nel terreno: poi si usarono pietre riscaldate o braci per avere una cottura più controllata.
Tutto ciò spiega perchè il Fuoco, il Focolare e la Cucina, diventano il cuore della casa, il centro di tutte le attività quotidiane.

Infatti, per centinaia di anni la cucina è stata lo spazio domestico per antonomasia, la grande stanza che ospitava una varietà di compiti domestici.

Nell’antica casa romana la cucina ha un ambiente proprio. La zona cottura consisteva in una costruzione in muratura, addossata alla parete, sulla cui superficie trovavano posto alcuni fori rettangolari in corrispondenza del fuoco acceso nel vano sottostante.

Oppure, come testimoniano i ritrovamenti a Pompei, tutta la superficie della costruzione ospitava braci accese su cui si ponevano i recipienti per la cottura dei cibi o treppiedi se la pentola non doveva stare a contatto diretto con a fonte di calore.

Man mano che l’abitazione s’ingrandiva con l’aggiunta di altre stanze, l’unico punto fermo rimaneva il locale costruito attorno al fuoco.

Nel Medioevo il metodo di cottura del cibo identifica anche la classe sociale.
Nelle case contadine il cibo veniva spesso sistemato in calderoni di metallo appesi e il calore era regolato ponendo il calderone più in alto o più in basso sopra il fuoco.

Storia della Cucina - Da Spazio Domestico a Status Symbol Cucina Antica Roma

Ricostruzione di una Cucina della Roma Antica

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Storia della Cucina - Da Spazio Domestico a Status Symbol Cucina Medievale

Ricostruzione di una Cucina Medievale

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La bollitura era il metodo preferito perchè si poteva cuocere tutto, legumi, cereali, erbe di campo e nulla andava sprecato. Zuppe e stufati erano le pietanze più comuni.

La cucina, spesso l’unica stanza della piccola casa, induceva le persone a raccogliersi lì per la presenza del fuoco, fonte primaria di calore, luce, sicurezza e, naturalmente, cibo.
Gli arrosti erano prerogativa delle classi più agiate che praticavano la caccia nei propri possedimenti e la selvaggina si cuoceva allo spiedo, su grandi fuochi.

Si usavano anche i forni, presenti nelle case dei nobili o nelle botteghe dei fornai. Spesso nelle comunità medievali il forno era una proprietà condivisa che tutti, a turno, potevano utilizzare.
Questa pratica è stata presente in molti paesi dell’Italia contadina fino a cinquant’anni fa.

Il fumo e la fuliggine, a volte principi di incendi, furono un problema enorme fino al XVI secolo.
Si riuscì a veicolare i fumi all’esterno con l’adozione di camini: l’aria della cucina diventa respirabile ed è più facile creare grandi fuochi per cuocere e scaldarsi.

Controllare il Calore

Nel XVII secolo nelle grandi cucine comparve il Potager, la cui denominazione è etimologicamente legata alla parola zuppa in francese. Utilizzato prevalentemente per la preparazione di zuppe e piatti cotti a fuoco lento, consisteva di un piccolo piano cottura in muratura, con in cima dei fori quadrati con griglie, su cui erano poste le braci prelevate dal focolare.
Niente di nuovo, in realtà, visto che gli antichi romani già li utilizzavano. Ad ogni modo, fino a quel momento i cuochi dovevano essere capaci di cucinare direttamente sulla fiamma viva, senza la possibilità di controllare le temperature.

Dotato di un numero variabile di focolai, questo strumento aprì prospettive fantastiche ed impensate.
Il Potager consentiva di gestire la cottura mediante la regolazione dell’intensità dei fuochi e alla preparazione simultanea di più alimenti.

Non a caso in questo periodo nacquero i primi ricettari, con la sequenza degli ingredienti e le istruzioni concernenti le operazioni da svolgere, in un certo senso si può affermare che nacque in questo periodo la cucina moderna.

Storia della Cucina - Da Spazio Domestico a Status Symbol Potager

Cuisinière mettant des braises dans le potager – Autore Sconosciuto

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Con il Potager si affermò una certa organizzazione della cucina: dal grande locale fumoso e sporco si passò a un ambiente più razionale, pulito e ordinato.

Storia della Cucina - Da Spazio Domestico a Status Symbol Pubblicità 1850

Pubblicità 1859 di una Stufa per la Cucina

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Storia della Cucina - Da Spazio Domestico a Status Stufa Oberlin

La stufa ideale

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La Stufa “Economica”

Le stufe a legna furono il successivo passo importante nello sviluppo della cucina. L’abbondanza di fumo prodotto dai camini indusse gli inventori a cercare un sistema di cottura chiuso con la possibilità di controllare il fuoco.

Nel 1735, l’architetto francese François Cuvilliés, progetta la stufa Castrol.

E’ la stufa economica perchè con un pezzo di legno bruciato si aveva calore per riscaldare l’ambiente, si aveva l’acqua calda, una piastra dove cuocere e un forno sempre caldo a disposizione.

Nella seconda metà del XVIII secolo, la Rivoluzione Industriale introduce nuove invenzioni, l’utilizzo di nuove fonti energetiche, prezzi più convenienti e nuove modalità di efficienza economica ed ergonomica.

Viene utilizzato il carbone per alimentare le stufe che ora sono disponibili in tutte le dimensioni e forme; realizzate in ghisa per resistere agli alti livelli di calore, poichè il carbone brucia a una temperatura molto più alta del legno.

La stufa più famosa è quella inventata da Benjamin Franklin nel 1742, realizzata soprattutto per riscaldare, non per cucinare.

Nel mondo industrializzato non è più necessario avere un unico apparecchio per riscaldare e cucinare e ci si concentrò su apparecchi destinati espressamente per la cucina.

Le scoperte scientifiche e tecnologiche del XIX secolo riguardarono anche la cucina nel suo complesso: dalla conservazione dei cibi (carne e verdura in scatola e commercio del ghiaccio), alla loro cottura.

Nel 1834, Philo Stewart progetta una stufa compatta in ghisa a legna: la Stufa di Oberlin. Fu un enorme successo commerciale: poteva essere realizzata in forme e fogge decorative, resisteva bene agli sbalzi di temperatura ed era dotata di tubi di scarico dei fumi.
Alcune avevano anche il forno e un serbatoio per il riscaldamento dell’acqua.

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Le Cucine del Reform Club a Londra

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Testimonial del Gas

Nel 1836 l’inglese James Sharp brevetta la Stufa a Gas. La sua invenzione ebbe molto successo e trovò in Alexis Soyer, rinomato chef del Reform Club di Londra, quello che oggi chiameremmo Testimonial. Lo Chef, infatti, adottò la cucina a gas sostenendo che era più economica e che poteva essere disattivata quando non serviva.

Le cucine a gas erano leggere perchè realizzate in lamiera e con l’invenzione della smaltatura in ceramica migliorò anche l’estetica di questi innovativi apparecchi per la cucina.

Le cucine a gas disperdevano meno calore e non avevano bisogno di un camino per i fumi, rendendole ideali per le cucine, intese come locali, più piccole. Esteticamente sono meno massicce, hanno gambe alte e sottili e diventeranno, insieme ai lavandini, uno dei tanti pezzi freestanding della cucina moderna.

Negli anni ’10 del Novecento il design del fornello a gas comincia ad assumere l’aspetto essenziale che manterrà a lungo nel tempo: due fornelli e sotto un forno con una griglia. Il gas alimentava i bruciatori attraverso un collettore esposto che attraversava la parte anteriore che era controllata da valvole a maniglia o rubinetti.

Nei ruggenti anni Venti, la gamma di stufe raggiunge il suo apice come un cinque bruciatori e due forni.

Ciò che le rendeva popolari era la smaltatura di tutte le superfici. Ma il grande passo avanti fu l’invenzione di regolatori per controllare la temperatura del forno.

Non passò molto tempo dall’introduzione dell’elettricità domestica che entrarono in uso le stufe elettriche.

Thomas Ahearn, proprietario di una società elettrica canadese, brevettò il primo forno elettrico e per pubblicizzarlo organizzò un pasto dimostrativo interamente preparato con energia elettrica all’Hotel Windsor di Ottawa nel 1892.

Storia della Cucina - Da Spazio Domestico a Status Symbol Fornello Elettrico

Fornello Elettrico – 1912

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Storia della Cucina - Da Spazio Domestico a Status Symbol Cucina a Downton Abbey

La serie TV Donwton Abbey ambientata tra il 1912 e il 1926

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Il Bagliore dell’Elettricità

Nella serie britannica Downton Abbey, ambientata tra il 1912 e il 1926, la matriarca della famiglia si lamenta e protegge i suoi occhi dal “bagliore” dopo l’istallazione di un lampadario elettrico in uno dei salotti. E si chiede se fosse il caso di portare l’elettricità anche nelle cucine della grande magione.
L’elettricità in cucina è una rivoluzione e diventa difficile immaginare come sia stato possibile cucinare il cibo prima.

Tra il 1920 e il 1930 il forno elettrico cominciò a competere con il forno a gas. Molte industrie fioriscono. La Copeman Electric Stove Company, con sede nel Michigan, brevetta la stufa elettrica nel 1912.

Agli inizi degli anni ’30, i produttori di cucine a gas trovarono un modo per nascondere il collettore del gas dietro il corpo in lamiera e le cucine assunsero rapidamente un nuovo aspetto con sportellini e coperchio che copriva la parte superiore, nascondendo e proteggendo i fuochi.

Storia della Cucina - Da Spazio Domestico a Status Symbol Cucina 1930

Cucina a Gas – 1930

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Storia della Cucina - Da Spazio Domestico a Status Symbol Cucina 1940

Cucina a Gas – 1940

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Storia della Cucina - Da Spazio Domestico a Status Symbol Cucina 1950

Cucina a Gas – 1950. Magnifiche le Manigle in Rame

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Design Razionale

Col passare del tempo e il trasformarsi delle esigenze, l’ambiente cucina ha subito sostanziali modifiche e la tecnologia ha giocato un ruolo fondamentale.

Negli anni ’40 del novecento le stufe da cucina si arricchiscono timer, orologi e altri automatismi per il maggiore controllo del calore, adottando tecnologie che appartengono alla fiorente industria automobilistica e aeronautica.

Il Design si razionalizza e le cucine si adattano agli altri mobili della cucina.

Perdono le loro caratteristiche peculiari come le zampe decorate o le forme barocche.

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La Cucina Capsula di Luigi Colani – 1968

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La Conquista dello Spazio

La cucina rispecchia i tempi, segue le trasformazioni sociali ed economiche.
In pieno periodo di guerra fredda, mentre si aspetta un futuro fantascientifico, le cucine diventano spaziali nelle forme e si arricchiscono di piccoli elettrodomestici: frullatori, impastatrici, fruste elettriche, piastre e tostapane dalle forme futuristiche.

La crescita dell’importanza della cucina nelle abitazioni è stata esponenziale, torna ad essere il punto focale della casa, supera le funzioni delle altre stanze, diventa uno spazio che comunica auto-espressione, stile, gusto, status, intrattenimento e convivialità. Fino a diventare vetrina del design innovativo nelle case di oggi.

Negli anni ‘80 la cucina diventa un luogo piacevole e accogliente, da esibire agli ospiti. Le aziende produttrici iniziano importanti collaborazioni con architetti e Designer mentre l’Industrial Design diventa materia di studio anche nei nostri Istituti Tecnici e Università.

Storia della Cucina - Da Spazio Domestico a Status Symbol Cucina Smeg Canali

Cucina Smeg anni 80

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Storia della Cucina - Da Spazio Domestico a Status Symbol Cucina A Gas Bompani Bi961Ya/L

Cucina A Gas Bompani Bi961Ya/L

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Storia della Cucina - Da Spazio Domestico a Status Symbol Cucina Lofra Dolcevita

Cucina Gas Doppio Forno Lofra RNMD126MFT-E-2AEO Nero Matt

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SMEG interpreta in maniera istintiva e profonda questa ricerca di eleganza e questo rinnovato gusto per la convivialità iniziando a collaborare con famosi architetti, tra cui Guido Canali.

A questa collaborazione ne seguiranno altre con un comune denominatore: la volontà di realizzare oggetti la cui bellezza, svincolata dalle mode del momento, duri nel tempo, ma anche prodotti di eccellente qualità con un’impronta al 100% Made in Italy.

Negli anni ’90 propone il frigorifero di libera installazione FAB28 che richiama nelle linee il gusto degli anni ’50. Enorme successo e cambio di configurazione dell’arredo della cucina: non più e non solo la cucina componibile all’americana ma una cucina personalizzata, fatta di abbinamenti originali tra mobili ed elettrodomestici.

Contemporaneamente, gli elettrodomestici da incasso mantengono posizioni importanti nel mercato, arricchendosi di accessori e nuove funzionalità.
Display lcd informativi, accensione automatica dei fornelli, termometri per la temperatura, timer.

Altri elettrodomestici fanno la loro comparsa in cucina: microonde, tritarifiuti, cappe che purificano l’aria, friggitrici, gelatiere e ausilii per il controllo della cottura.
Con grande attenzione alla sicurezza a al risparmio energetico.

Dai sassi riscaldati al forno che si accende tramite smartphone, al frigorifero che ci dice se dobbiamo fare la spesa, sembra che si sia raggiunto il massimo dell’evoluzione della cucina.
Sicuramente la tecnologia è molto avanti, ma il gusto estetico sembra guardare al passato.

La tendenza per il prossimo futuro sarà quella di miscelare colori sofisticati con materiali di alta qualità: legno, cemento, vetro, ceramica, pietra e metallo in diverse tonalità. La combinazione di robusti materiali scuri e di strutture in legno caldo è sempre vincente quando si tratta di design moderno tendente allo stile industriale. Poi vi sono le cucine che combinano diversi stili miscelando elementi d’arredo classici e contemporanei. Così puoi ottenere una cucina rustica nel tuo appartamento di città alla moda o un design urbano con caratteristiche naturali e accoglienti. Devono rispondere a requisiti di stile e qualità contemporaneamente.

Una prima tendenza è orientata verso l’aspetto tradizionale e naturale dell’artigianato e prevede forme semplici e pulite, gli elementi in legno dominano. ( welfarenetwork.it)

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